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Articolo su Propecia

Calvizie, un medicinale per combatterla fa male al sesso

Uno dei farmaci più usati contro la calvizie, il finasteride (Propecia), aumenta la crescita dei capelli negli uomini, ma a volte ha avuto qualche controindicazione ancora peggiore: lo sviluppo di problemi sessuali. Una rassegna delle ricerche recenti ha scoperto che gli uomini con la forma più comune di calvizie che hanno preso il finasteride hanno avuto più probabilità di avere un aumento della conta e dello spessore dei capelli, ma circa uno su 80 aveva anche disfunzione erettile. L’analisi è stata pubblicata negli Archives of Dermatology.

Tuttavia, gli uomini con effetti collaterali sessuali non avevano intenzione di smettere di prendere il farmaco.

Sembra che la maggior parte degli uomini che prendono questo farmaco in realtà preferiscono avere i capelli

ha spiegato l’autore dello studio, il dottor José Manuel Mella dell’Alemán Hospital di Buenos Aires.

Fino alla metà degli uomini che hanno esperienza di perdita di capelli soffre di alopecia androgenetica, una condizione che si verifica dopo i 50 anni di età. Il finasteride funziona bloccando un enzima che converte il testosterone in diidrotestosterone, l’ormone responsabile della caduta dei capelli.

Diversi studi hanno valutato l’efficacia del finasteride, ma questioni aperte sono rimaste sui suoi potenziali effetti collaterali. Per rispondere a queste domande, Mella e il suo team hanno analizzato la letteratura medica su 12 studi che comprendevano quasi quattromila uomini. Hanno così scoperto che coloro che avevano assunto finasteride notavano un miglioramento del 30% dopo due anni, ma che questi continuavano nonostante l’insorgere di alcuni problemi sessuali.

I pazienti devono discutere le loro preferenze con i medici

ha consigliato il ricercatore. La conferma è arrivata dal dott. Matt Leavitt, co-autore di uno degli studi inclusi nell’analisi, ed un convinto sostenitore di questo farmaco. Leavitt ha infatti spiegato che

c’è un paziente ogni tanto che descrive un effetto sessuale collaterale. Ma la maggior parte sono disposti a provare il medicinale, pur sapendo che possono semplicemente smettere di prenderlo in caso di problemi.

Impotenza maschile correlata a farmaco anticalvizie?

Si parla nel particolare del finasteride, contenuto nel farmaco Propecia.

L’impotenza maschile favorita da un farmaco anticalvizie? Sembrerebbe proprio di sì. Si parla nel particolare del finasteride, contenuto nel farmaco Propecia. L’hanno scoperto i ricercatori della George Washington University, i quali hanno dedicato uno studio a tale correlazione dopo aver ricevuto la segnalazione del problema da parte di un forum in rete.

Insomma, sembra proprio che coloro che si sono affidati al noto farmaco per rinfoltire la chioma e sembrare più machi, abbiano ottenuto l’effetto contrario, favorendo lo sviluppo di tutta una serie di disturbi sessuali tra i quali sono stati annoverati il calo della libido, difficoltà a raggiungere l’orgasmo e problemi erettili.

Gli scienziati coordinati dal dott. Michael Irwig hanno preso in esame 71 volontari di sesso maschile di età compresa tra i 21 ed i 46 anni, tutti sofferenti di calvizie e colpiti dagli effetti collaterali del farmaco ancora dopo tre mesi dall’interruzione del trattamento. I partecipanti, iscritti ad un forum specifico sul farmaco ed affetti, hanno offerto la loro partecipazione spontaneamente.

I ricercatori hanno rilavato che quasi tutti gli uomini che si erano sottoposti alla cura avevano sviluppato disfunzioni sessuali. Le più comuni erano l’impotenza, un calo drastico della libido, riduzione e dolore ai genitali. Nei casi più gravi, alcuni pazienti hanno anche mostrato sintomi di disturbi a carico del sistema nervoso come la depressione, l’ansia e turbe cognitive. Nel 96% dei partecipanti allo studio tali problemi sono perdurati fino ad anni dall’interruzione del trattamento.

Ovviamente il fatto più degno di nota è che esaminando la storia clinica dei volontari, è stato notato che nessuno di loro, prima di assumere il finasteride soffriva di nessuna delle patologie citate. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista di settore Journal of Sexual Medicine. Sebbene gli stessi ricercatori sottolineino che il campione sia troppo piccolo per essere statisticamente probante, i risultati ottenuti debbono far riflettere sulla sostanza e sul suo utilizzo.

Commenta il ricercatore:

I nostri risultati fanno sospettare che questo farmaco possa aver recato dei danni permanenti a questi uomini.

Danni che nel foglio illustrativo del farmaco vengono segnalati come transitori.

Crescina funziona per caduta dei capelli: studio scientifico conferma

Crescina funziona davvero? Fa ricrescere i capelli anche in caso di alopecia o di diradamento già avanzato? Durante le feste di Natale, incontrando un amico che non vedevo da tempo e trovandolo alquanto cambiato a causa della caduta di capelli, l’argomento degli integratori, farmaci e cosmetici per tali problematiche è diventati di dibattito intenso tra i favorevoli e contrari, di Crescina, minoxidil o finasteride. Sono così a cercare informazioni.

Ebbene sembra proprio che Crescina funzioni, secondo uno studio condotto dai ricercatori del dipartimento di Biologia e Biotecnologie dell’Università di Pavia, pubblicato di recente dalla rivista scientifica Dermatology and Therapy.

Nello specifico si tratta di un particolare prodotto della casa Labo, ovvero di Crescina® HFSC (Human Follicle Stem Cell). Il lavoro scientifico ha coinvolto un gruppo di volontari di sesso maschile di età compresa tra i 20 ed i 55 anni, colpiti da alopecia androgenetica di grado II-IV: si è proceduto con un trial randomizzato controllato con placebo. Il test ha previsto l’applicazione quotidiana di una fiala di Crescina® HFSC con particolare riferimento alle aree colpite da diradamento (tempie e punta superiore della testa).

I primi risultati a 60 giorni hanno evidenziato un aumento dei capelli in crescita del 6,8% salito al 10,7% a conclusione dello studio. La resistenza alla trazione di capelli è diminuita rispettivamente del 29,6% e 46,8%. In generale, ne è emerso che se il prodotto, come in questo caso, viene applicato correttamente, non solo è in grado di favorire la crescita di nuovi capelli, ma anche di rallentarne la caduta. Il tutto sulla totalità del numero dei volontari.

 

L’Alopecia androgenetica (AGA) è la causa più frequente di perdita dei capelli nella popolazione maschile ed è caratterizzata da un progressivo assottigliamento dei capelli del cuoio capelluto. Le cause principali sono da riscontrare nella  predisposizione genetica e nella maggiore sensibilità dei follicoli piliferi agli androgeni, che porta a un accorciamento della cosiddetta fase anagen (la prima della crescita capello). A queste vanno poi aggiunte concause come fenomeni di microinfiammazione, diminuzione della microcircolazione ed invecchiamento cutaneo.

Alcuni studi scientifici, analizzando le cellule staminali del bulbo pilifero hanno da tempo evidenziato come dal punto di vista clinico in tal senso, l’alopecia androgenetica possa essere considerata una condizione reversibile.

Attualmente, in commercio esistono farmaci per la cura dell’alopecia, e sono proprio quelli a base di finasteride e minoxidil, che però richiedono un trattamento permanente e possono dare effetti collaterali, anche molto importanti. Da qui, l’interesse dei ricercatori dell’Università di Pavia nell’analizzare Crescina® HFSC (Human Follicle Stem Cell), che è un cosmetico. A questo proposito, qualche tempo fa il prodotto fu anche momentaneamente sospeso dal commercio per una questione di dizione pubblicitaria sulle confezioni, che gli esperti del Ministero della salute non ritennero veritiera. Aggiustato il tutto, questo studio scientifico sembra essere la “rivincita” della Labo Suisse sulla questione.

Di certo in commercio esistono molti prodotti contro la caduta dei capelli, ma va ricordata l’importanza di rivolgersi precocemente in caso di caduta di capelli, sempre ad un dermatologo per comprendere bene la causa dell’alopecia e verificare con lo specialista quali terapie, cosmetiche, farmacologiche o di integrazione alimentare possono essere più utili.

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